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Domani si comincia: il Meeting di Rimini 2026 e «l’amor che move il sole e l’altre stelle»

21-26 agosto 2026 | 47ª edizione | Fiera di Rimini

Domani mattina, come ogni anno da quattro decenni, le porte girevoli della Fiera di Rimini si apriranno su qualcosa che continua a resistere alle definizioni facili. Io ci torno anche quest’anno, e ogni volta mi convinco che non esista un posto simile al mondo. Questo è il primo di una serie di articoli che pubblicherò nei prossimi giorni: un modo per condividere con chi legge non solo i numeri e i nomi, ma il modo in cui il Meeting si lascia attraversare da chi lo vive.

Un verso di Dante come provocazione

La 47ª edizione porta un titolo che è già di per sé un programma: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, l’ultimo verso della Divina Commedia. Non una citazione da parete, ma – come ha spiegato il presidente del Meeting Bernhard Scholz nella presentazione del manifesto lo scorso gennaio – un modo per interrogarsi se, nella frammentazione e nella solitudine che segnano il nostro tempo, esista ancora una forza capace di attrarre e armonizzare le cose. Scholz l’ha detto senza mezzi termini: si tratta di scegliere se ci sentiamo dominati da un caos indecifrabile o se possiamo riconoscere un bene che genera e sostiene la realtà, rispettandone la libertà.

Per chi, come me, scrive e racconta storie, un titolo così è un invito esplicito a guardare la realtà con occhi diversi. Vedremo, in questi giorni, quanto questa domanda tornerà negli incontri, nelle mostre, nei volti delle persone in Fiera.

Un’edizione da record

I numeri di quest’anno raccontano una crescita continua. La superficie della Fiera sale a 140.000 metri quadrati, il 16% in più rispetto al 2025, e per la prima volta è stato realizzato un Grand Auditorium da 10.000 posti, pensato per accogliere l’intervento di Papa Leone XIV. Gli spazi espositivi crescono del 50%, la libreria occupa 1.000 metri quadrati e l’area ristorazione può ospitare 6.000 persone sedute.

Il programma culturale conta oltre 150 convegni con 500 relatori italiani e internazionali, 13 mostre e altrettanti spettacoli, di cui quattro al Teatro Galli e due proiezioni alla Corte degli Agostiniani, nel cuore della città. Il Villaggio Ragazzi Yoga occupa oltre 6.000 metri quadrati con 200 appuntamenti dedicati a bambini e famiglie, mentre l’Enel Sport Village mette in campo più di 13.000 metri quadrati insieme a Centro Sportivo Italiano, Cdo Sport e RBR Rinascita Basket Rimini.

E poi ci sono loro, i veri costruttori del Meeting: 3.300 volontari da tutta Italia e dal mondo, il 58% under 30, di cui 460 già al lavoro da giorni per l’allestimento. Come ricordo sempre, il Meeting resta l’unica grande manifestazione italiana a ingresso e parcheggi gratuiti: un dato che, unito ai risultati della scorsa edizione – 800.000 presenze, 18 milioni di visualizzazioni dell’app ufficiale, 14.000 accrediti stampa – dice quanto questo appuntamento sia cresciuto senza perdere la sua natura originaria di dono.

Le storie che seguirò

Dietro ai numeri, però, il Meeting è sempre fatto di volti e di vicende, e quest’anno l’ufficio stampa ne ha già segnalate diverse che intendo seguire da vicino. All’incontro di apertura, per esempio, saranno protagoniste Roseline Hamel e Nassera Kermiche: la sorella di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso in Francia dieci anni fa, e la madre di uno dei suoi attentatori, diventate amiche dopo essersi incontrate nel dolore. Una storia di riconciliazione a cui il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha dedicato la prefazione del libro che ne racconta il percorso.

Ci sono poi le storie che arrivano dal carcere – la cooperativa CDS che forma giovani detenuti del Beccaria di Milano, l’associazione Incontro e Presenza che da quarant’anni accompagna chi sconta la pena, il percorso di chi lavora ogni giorno dentro gli istituti penitenziari – e quelle legate al lavoro e all’intelligenza artificiale, un tema che negli ultimi anni è tornato più volte al centro del programma. Non mancheranno la testimonianza di un padre adottivo sull’accoglienza familiare, l’incontro dedicato alla figura di Marco Gallo, e un momento che mi incuriosisce particolarmente: la testimonianza dei ricercatori della Hopkins University e dello Space Telescope Science Institute sulla meraviglia che i telescopi Hubble e James Webb continuano a restituire di fronte all’immensità del cosmo. Chiuderà la prima giornata il concerto del Yasmeen Choir di Gerusalemme, un coro che riunisce giovani cantanti di fedi e culture diverse: la musica, ancora una volta, come spazio di incontro.

Da domani, in diretta da Rimini

Nei prossimi articoli vi porterò dentro i convegni, le mostre, i corridoi della Fiera e – se la fortuna mi assiste – anche qualche incontro imprevisto, di quelli che al Meeting capitano solo se si è disposti a lasciarsi sorprendere.

A domani, allora, da Rimini.