
Ieri io e Valeria abbiamo passato un’intera giornata in una scuola primaria di Mezzago. Eravamo lì per presentare La 1ª F e il segreto della montagna, il libro che abbiamo scritto e illustrato insieme.
I bambini lo avevano letto. E questo cambia tutto.

Cambia il modo in cui ti guardano. Cambia il tipo di domande che arrivano. Cambia il livello della conversazione.
Non ci hanno chiesto “di cosa parla il libro”. Ci hanno chiesto come si inventano le storie, come si disegnano, da dove arrivano i personaggi, se esistono davvero o se, in qualche modo, diventano veri quando qualcuno li legge.


In quelle domande c’era una cosa chiarissima: ai bambini piace leggere, se vengono messi nelle condizioni di farlo. Piace ascoltare storie, se sentono che non sono trattati con sufficienza. Piace capire come nascono i libri, perché li fa sentire parte di un processo, non semplici destinatari.
Valeria ha raccontato il lavoro dell’illustratrice, io quello dello scrittore. Ma più parlavamo, più diventava evidente che il confine tra chi racconta e chi ascolta era sottilissimo. In certi momenti sembrava quasi scomparire.
I disegni appesi alle pareti – i loro disegni – erano la prova più bella: personaggi reinterpretati, scene immaginate, dettagli colti e trasformati. Non copie, ma letture personali. Ed è forse questo il punto più importante: leggere non significa ripetere, ma appropriarsi di una storia.

Abbiamo passato ore così. Senza fretta. Senza la sensazione di “dover finire”. Solo il tempo necessario perché una cosa rara accadesse: un incontro vero tra libri e lettori.
Siamo tornati a casa stanchi, certo. Ma con quella stanchezza buona, che somiglia molto alla gratitudine
Perché giornate come questa ricordano una cosa essenziale, che spesso nel rumore quotidiano dimentichiamo: la lettura non è un problema da risolvere, ma un’esperienza da far vivere.
E quando la porta si apre nel modo giusto, i bambini entrano. Tutti.

Un ringraziamento sincero va alle insegnanti che hanno organizzato questa giornata e che, prima ancora dell’incontro, hanno scelto di far leggere il libro ai bambini.
È lì che tutto è cominciato.

Una giornata indimenticabile.
Di quelle che non fanno curriculum, ma danno senso a quello che facciamo.