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Lo scrittore artigiano

Parliamo ancora di marketing

Prima di raccontarvi, come promesso nel post precedente, il mio approccio al mondo del marketing relativo ai libri auto-pubblicati, voglio dedicare alcune riflessioni all’anno che sta per terminare.

Non parlerò di salute, di pandemia, non mi lamenterò delle libertà che non abbiamo avuto né di quello che avremmo potuto fare se…, del lavoro che non abbiamo avuto, ma…, non perché la salute, il lavoro e tutto il resto a cui abbiamo rinunciato non siano cose importanti, lo sono, ma perché i se e i ma sono scuse a cui ci aggrappiamo per nascondere la nostra accidia, il nostro comodo status quo, la nostra zona di comfort che questi mesi così difficili hanno involontariamente, forse anche inconsapevolmente, alimentato.   

Di questo 2021 per prima cosa ricorderò la nascita di questo sito Internet, che da diverso tempo avevo in animo di creare e che finalmente ha visto la luce. Sono molto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare con le mie sole forze, tecnologicamente molto limitate! 

Secondo: la pubblicazione a maggio del mio quinto romanzo della serie del commissario Pasubio: I segreti di Nelide Arsotti. A questo libro tengo molto perché, chi lo ha letto lo sa, c’è un riferimento ad uno dei maestri di cui parlo anche nel blog: mio nonno Raffaele. E, non ultimo, la bellissima copertina acquarellata da mia figlia Michela!

Terzo e ultimo: la decisione di iniziare la stesura del mio primo romanzo storico, un’esperienza che mi sta arricchendo molto, ma che non immaginavo fosse così impegnativa… vedremo alla fine il risultato, magari già nel 2022!

Basta, fine dei punti esclamativi.

Come vedete, non ho chiesto risultati ambiziosi a questo 2021, ma tutto quello che sono riuscito a compiere in questi dodici mesi, anche se possono sembrare piccole cose, mi ha dato grandi soddisfazioni e di questo sono grato a Colui che mi ha concesso il tempo di realizzarle.

Ed ora vi racconto il mio approccio al marketing librario.

Passata l’euforia che sfiora ogni esordiente alla sua prima pubblicazione, che dura il tempo di rendersi conto che in quello stesso giorno, insieme al suo, sono stati pubblicati in Italia qualche centinaio di libri, mi sono reso conto che per forza occorre inventarsi qualcosa per farsi conoscere “Urbi et Orbi”.

La prima idea che mi è venuta in mente si basava su qualcosa che mi piaceva fare e che ho pensato potesse andare bene anche per promuovere i miei libri: un video promozionale, in gergo un book-trailer.

Da diversi anni sul mio canale YouTube  pubblico video promozionali sulle opere di artisti viventi e poco conosciuti, video artistici o a carattere sociale. Insomma, mi diverto a fare il regista di piccole produzioni che hanno sempre uno scopo culturale e insieme quello di elevare l’animo e la propria conoscenza personale. 

Ho quindi pensato nel corso degli anni di accompagnare l’uscita dei miei romanzi alla produzione di un video promozionale.

Qui di seguito potete visionare i risultati ottenuti:

Video abbinato all’uscita de: Il caso Falchi
Video abbinato all’uscita di: Omicidio alle Cinque Vie

Il video di Omicidio alle Cinque Vie in verità è stato ideato da una mia amica scrittrice, Silvia Molinari, che l’ha realizzato dopo aver letto il romanzo.

Video abbinato all’uscita de: I Segreti di Nelide Arsotti

In termini di visualizzazioni prodotte, come potete facilmente constatare voi stessi, i tre video non mi hanno assolutamente soddisfatto. In questi casi, quale processo psicoanalitico si instaura? Non è il book trailer che non funziona, ma sono i miei book trailer che non sono performanti per… mille ragioni!

E infatti, per promuove tutti e cinque i miei romanzi gialli durante questo periodo di feste, che cosa ho pensato di fare? Ho pensato di affidarmi ad un professionista, Simone Cattaneo, un giovane video-maker che devo dire ha saputo dare un’impostazione assolutamente diversa al video che mi ha realizzato.

Il risultato lo potete visionare qui: 

Non ci sono paragoni con quelli auto-prodotti, che ne dite? E la conferma è che in un mese il video è già stato visto 140 volte mentre, per esempio, quello relativo a Il caso Falchi è stato visionato 148 volte, ma è stato pubblicato nel 2016!

Oltre ai book-trailer, in questi anni ho pubblicizzato le mie creazioni anche attraverso i canali social, presentazioni presso biblioteche o circoli, omaggiando la biblioteca di Bollate di tutte le opere che nel corso degli anni vedevano la luce, spedendo a giornali locali o riviste il materiale sperando di ottenerne una recensione, regalando copie ad amici e parenti, sperando nel passaparola che è, comunque, un ottimo canale promozionale, tra l’altro assolutamente gratuito. 

Alla fine, quello di cui mi sono accorto dopo dieci anni di scrittura e sei romanzi pubblicati, è questo: la migliore pubblicità è quella che il libro si fa da solo. Voglio dire: prima bisogna investire nella qualità dello scritto e poi se il libro è valido, allora si auto promuove da solo.

Certo, se uno scrittore dispone di somme ingenti da spendere per promuove il proprio romanzo, questo avrà all’inizio uno sviluppo considerevole di copie vendute ma poi, se il libro è debole e le recensioni dei lettori non lo sostengono, il fuoco si spegne da solo e sarà inutile ogni forma di pubblicità ulteriore per far vendere copie.

Quello che mi ha sostenuto in tutti questi anni e che mi spinge ad un continuo impegno per migliorarmi sono state le positive recensioni, pubblicate su diversi siti, da parte di persone che non conosco, che hanno acquistato e letto i miei libri e a cui i libri letti sono piaciuti.

Credetemi, per uno scrittore, non c’è nulla che valga di più di un commento positivo alla sua creatura. Purché chiaramente sia un commento onesto e sincero.

Ma per quale motivo uno che non ci conosce e che paga il tuo libro dovrebbe lodarlo se non gli è piaciuto?

Però, attenzione, non voglio essere frainteso: ho ricevuto anche tante recensioni critiche o negative. Vanno accettate tutte, le belle e le brutte, anche perché da quelle negative, tolte quelle degli odiatori seriali che si riconoscono subito e vanno accantonate, se le leggiamo bene, c’è sempre qualcosa da cui imparare per migliorarsi in futuro.

Anche questa volta temo di non aver rispettato le sacre regole della scrittura di un post e mi sono dilungato. Amen. Tanto è l’ultimo post del 2021 e per un po’ mi dedicherò alla stesura del mio romanzo storico (primo obiettivo del 2022) quindi non penso di scrivere un altro post a breve. Questo potete leggerlo a rate!

Vi lascio con l’augurio di trascorrere questo tempo in buona compagnia di voi stessi e dei vostri affetti più cari. 

Per il pranzo di Capodanno posso suggerire un bianco fresco del commissario Pasubio!

E di questa ultima idea di marketing cosa ne pensate?

Per non far torto a nessuno, ringrazio l’amico e scrittore Giuseppe Carfagno che me l’ha suggerita!

Age quod agis. 

Quello che fai, fallo bene

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Lo scrittore artigiano

Parliamo di Marketing

Una delle cose importanti di cui si deve occupare uno scrittore che autopubblica i propri romanzi è il marketing (nel mio caso la promozione a scopo di vendita dei libri pubblicati). Dico subito che purtroppo è un mondo, quello del marketing, pieno zeppo di anglicismi, anche se esistono le corrispondenti parole di lingua italiana e quindi anch’io in questo post sarò costretto in parte ad utilizzarli, con un certo dispiacere.

Oggigiorno non si contano sia i corsi, gratuiti o a pagamento, on-line o in aula, che ti insegnano le regole basi del marketing sia le società di consulenza editoriale che, a partire da qualche centinaio di euro in su, si propongono per la gestione della promozione dei tuoi romanzi.

Personalmente, sino ad ora, dopo essermi documentato su manuali e aver seguito diversi corsi on-line e in aula, ho sempre scelto la via “autarchica” e ho gestito in proprio anche questo lavoro che non è affatto da sottovalutare perché, come diceva un vecchio saggio:

bisogna saper fare, fare e far sapere.

Tutti e tre i passaggi sono fondamentali, e valgono per qualsiasi aspetto della vita: sia che si scelga un nuovo lavoro, che ci si metta in testa di scrivere un libro, che si voglia cambiare vita!

Ma torniamo in argomento: sarebbe facile pensare che il marketing per un autore pubblicato da casa editrice dovrebbe essere a carico di quest’ultima, ma non è così, credetemi. La promozione di un libro riguarda ogni autore.

A parte forse le prime 10 case editrici italiane, tutte le altre (circa 1.800 quelle attive nel 2020) non hanno i mezzi economici per supportare lo scrittore nella promozione del proprio libro e quindi di fatto è lo stesso autore che si deve ingegnare a far circolare il volume appena faticosamente dato alla luce.

Tenete conto che, come scritto nell’ultima relazione sullo stato dell’editoria in Italia, reperibile sul sito dell’ AIE – Associazione Italiana Editori, nel 2020 complessivamente, le novità pubblicate sono state 73.675:  vale a dire 201,8 nuovi libri pubblicati ogni giorno, sabato e domenica compresi. E in questo numero non è calcolato il libro che ho auto-pubblicato nel 2020, in quanto non passa dal canale “editoria tradizionale”. 

Quasi sempre, sentirete parlare del libro come di un “prodotto” e quindi ne consegue che, come tale, valgono anche per lui le regole comuni del marketing. Sono d’accordo in parte.

Il libro è un prodotto perché è fatto di carta, colla e inchiostro e questi sono assolutamente componenti fisici e chimici che si riscontrano in altri prodotti dell’industria, non c’è dubbio.

Ma il libro porta con sé anche qualcosa d’altro: idee, pensieri, sentimenti, odori, profumi, crea attese, speranze, illusioni, apre i cuori, può dilatarli fino a far sembrare di poter toccare l’infinito con un dito o può costringere il respiro e tenerlo sospeso sino allo spasimo… insomma, avete capito, tutti questi componenti “immateriali” difficilmente si trovano riuniti insieme in un altro prodotto industriale. 

Quindi possiamo dire che il libro è un prodotto unico, creato dall’essere umano al culmine della propria capacità tecnico-creativa, avvenuta quando il primo scrittore ha inciso su una tavoletta di creta o su un papiro, o su una roccia, il suo primo racconto, magari per suo figlio, o per suo nipote, o semplicemente perché voleva farlo leggere a qualcuno dopo di lui.

Come si fa il marketing di un prodotto così complesso?  

Beh, per prima cosa le sacre regole ti dicono che oggi lo scrittore deve per forza avere un sito internet, una vetrina dove mettere in mostra i prodotti (libri).

Poi viene la comunicazione, sempre importante quando si parla di marketing: dal tuo sito devi con frequenza stabile inviare newsletter ai tuoi followers (scrivere qualcosa a chi ti ha lasciato il proprio indirizzo mail, previa accettazione del consenso privacy). Questo farebbe sentire i possibili acquirenti dei tuoi libri coccolati, legati a te da un flusso costante di comunicazione e quindi propensi, in teoria, ad acquistare le tue pubblicazioni presenti e future.

Quindi bisogna inseguire il mare magnum dei social: è impossibile oggi fare marketing senza frequentare i più seguiti canali social e quindi ciò che pubblichi sul tuo sito lo devi linkare (trasferire) sui social che hai deciso di frequentare.

Oltre alle newsletter ci sono i messaggi video, le video interviste, le dirette streaming (via Internet) a fiere, incontri e convegni che potresti/dovresti frequentare per cercare di parlare della tua ultima pubblicazione.

Ultimi nati: i canali blog digitali che parlano di libri, molto seguiti dai giovanissimi che producono recensioni a ritmo serrato. In questo caso però il risultato dipende molto dal genere di libro che hai scritto.

Infine, ci sono i canali tradizionali: la “vecchia” carta stampata, locale o meglio ancora nazionale, sulla quale potresti farti fare una recensione all’ultimo nato e la televisione, locale e nazionale. 

Il passaggio di un libro in TV ha senz’altro il vantaggio che in pochi minuti viene visto da centinaia di migliaia di persone e facendo un banale calcolo, il tasso di redemption (le vendite in percentuale rispetto a quanti hanno visto l’intervista) è sicuramente tra i più vantaggiosi rispetto a tutti gli altri canali sopra descritti.

Non vado oltre, ma è chiaro che non c’è limite alla fantasia e al marketing e qualsiasi cosa può diventare fonte di marketing di un libro. Anche l’etichetta di una bottiglia di vino. 

Ma basta tutto questo per fare il successo di un prodotto come quello di cui stiamo parlando?

Quando possiamo dire che un libro ha avuto successo?

A questa domanda non do la mia risposta, perché mi sono accorto di aver violato due delle prime regole di marketing relative alla scrittura di un post: la brevità e la sinteticità.

Ma, forse lo avete intuito, seguo il marketing a modo mio e credo che questo post sia della lunghezza giusta, tenuto conto di quello che volevo raccontarvi.

Fatemi sapere cosa ne pensate. La prossima volta vi racconto le tecniche di promozione che ho pensato, sviluppato e realizzato sino ad ora per i miei libri.

Age quod agis. 

Quel che fai, fallo bene.