
Mercoledì 27 Maggio La 1ª F e il segreto della montagna ha vissuto una delle sue giornate più belle. Non una semplice presentazione, non il classico incontro con l’autore, ma qualcosa di più vivo e, per certi versi, più prezioso.
Tutto è nato da un’idea molto bella delle insegnanti. Dodici ragazzi di prima media – Andrea, Nicolò, Elisa, Lavinia, Bianca, Francesco, Linda, Martina, Carlotta, Carlo, Ginevra ed Emma – hanno letto il libro e poi sono andati nelle classi quinte della scuola primaria per raccontarlo ai compagni più piccoli. Lo hanno presentato a modo loro, con le loro parole, cercando di spiegare la storia senza svelarne il segreto. E questa, per chi ama i libri, è già una piccola impresa: dire abbastanza per incuriosire, ma non troppo da rovinare la sorpresa.

Il passaggio era ancora più significativo perché quei bambini di quinta, a settembre, inizieranno proprio la scuola media. In qualche modo, quindi, i ragazzi di prima sono diventati per un giorno qualcosa di più di semplici lettori: sono stati guide, testimoni, piccoli ambasciatori di una storia che parla proprio di scuola, amicizia, crescita, paure, scoperte e nuove avventure.
Nel pomeriggio ci siamo ritrovati tutti insieme: i ragazzi di prima media, le cinque classi quinte della primaria e io, l’autore. Pensavo a un incontro tranquillo, con qualche domanda e qualche risposta. Invece mi sono trovato davanti a una raffica continua di curiosità. Quasi due ore di domande senza fine. Mi hanno chiesto di tutto: come nasce un libro, da dove arrivano i personaggi, quanto tempo ci vuole per scrivere una storia, se quello che racconto è successo davvero, se mi ispiro a persone reali, come si inventa un finale, se è difficile scrivere per ragazzi, se anche io alla loro età leggevo, se un autore sa già tutto dall’inizio oppure scopre la storia mentre la scrive. Domande spontanee, intelligenti, dirette. A volte imprevedibili. Domande da lettori veri.

È stato bellissimo vedere come un romanzo, una volta uscito dalle mani di chi lo ha scritto, cominci a vivere una vita propria. Ogni ragazzo lo guarda da un punto diverso, si affeziona a un personaggio, nota un dettaglio, si porta a casa una frase, una scena, un’emozione. Un libro non finisce quando viene stampato. Forse comincia davvero quando qualcuno lo legge, lo racconta, lo discute, lo mette alla prova con le proprie domande.
Mi sono divertito un sacco. Ma soprattutto spero che questo incontro abbia lasciato qualcosa anche a loro – che li abbia avvicinati un po’ di più alla lettura, ai libri, alle storie. Che abbiano sentito che leggere non è un compito da svolgere, ma un’avventura da attraversare.
Perché i libri, quando funzionano, ci accompagnano nei passaggi importanti della vita. E per questi bambini di quinta, che tra pochi mesi entreranno alle medie, forse La 1ª F e il segreto della montagna può essere anche un piccolo ponte. Un modo per guardare con un po’ meno paura e un po’ più curiosità a ciò che li aspetta.
Grazie alle insegnanti per aver pensato e costruito questo percorso. Grazie ai ragazzi di prima media che hanno letto il libro e lo hanno raccontato ai più piccoli. E grazie ai bambini delle quinte, che mi hanno sommerso di domande e mi hanno ricordato una cosa semplice ma fondamentale: scrivere per ragazzi è una responsabilità, certo. Ma è anche una grandissima gioia.